Il SEO è non-morto

In che senso “non”? No, non è un errore di battitura… il SEO è morto talmente tante volte che se n’è perso il conto. Stamattina, la più recente, la morte è stata certificata sulle pagine di un sito italiano molto famoso che si spaccia per tecnico-fighetto, ma che ha notoriamente l’autorità di una lumaca rossa, coi fili però eh. Non ve lo linko, che tanto di link ne ha già abbastanza. E poi non era nemmeno di questo che volevo parlare, quindi.

Insomma, è successo che il SEO è morto così tante volte che a furia di morire è tornato in vita come nei film di Romero: dalla tomba, non-morto. Ho voluto divertirmi quindi a tracciare un profilo dei SEO non-morti, i più malvagi ed abbietti esseri che si possano trovare lavorando con i motori di ricerca. Iniziamo da quelli più comuni e di basso livello…

Il SEO Zombi

Diventare SEO zombi è facile: basta bazzicare sui forum di Google per un po’, prendendo per oro colato tutto quanto viene letto, senza un minimo di sale in zucca e senza minimamente provare non dico a sperimentare, ma almeno a sfogliare i rudimenti del protocollo HTTP. Dopo un po’ di tempo la capacità effettiva di interazione con i motori di ricerca si avvicina allo zero: quando passa lo spider di Google, l’unica cosa che può sentire è un sordo grugnito. Sono pericolosi soprattutto per il loro numero. Per il resto sono lenti a reagire e facili da disinnescare.

Il SEO Scheletro

Scheletro di DurakorI SEO Scheletri affollano soprattutto le rovine di qualche vecchio forum di webmaster. Sono più veloci ed intelligenti dei SEO Zombi e conoscono tutti almeno uno o due sporchi trucchetti come il <div> nascosto spostato a sinistra di -9999px o il tag <h1> usato al posto dello <strong>. Ignorano cosa sia il markup semantico o l’autorship, ma non se ne curano. Diventano molto pericolosi quando si organizzano in gruppi, ma raramente lasciano le cripte in cui hanno trovato rifugio.

Il SEO Vampiro

Non troverete mai SEO Vampiri che si aggirano alla luce del sole: odiano tutto ciò che è bianco ed amano vestirsi di nero fin dal cappello. Per loro i siti non sono altro che sacche di Pagerank da succhiare, con ogni mezzo. Per questo non esitano ad usare i loro poteri di controllo mentale per impossessarsi di forum e siti vulnerabili, piegandoli al loro volere (e talvolta trasformandoli in loro progenie). Sono estremamente pericolosi, possono essere sconfitti solo con Spam Report, santini di Matt Cutts che fa il dinosauro ed aggiornamenti algoritmici il cui nome in codice inizia per P.

Il SEO Mummia

Tra i SEO malvagi più antichi, la loro conoscenza ed il loro potere è pari almeno quanto la loro capacità di maledire i siti altrui. Maestri del Negative SEO, adorano passare il loro tempo in antiche tombe piene di ricchezze sottratte ai casinò online. Sono tra i SEO non-morti più pericolosi anche se spesso risultano poco riconoscibili per via dello spesso strato di bende che li ricopre. Se venite colpiti dalla maledizione di una SEO Mummia, solo la sacra benedizione del Disavow Tool potrà salvarvi.

Il SEO Lich

Tra i SEO non-morti, il Lich è il più raro e pericoloso. È aggiornatissimo su tutte le tecniche di spamming più oscure e non esita a sacrificare i siti per i suoi scopi malvagi. È solitamente il padrone e maestro di innumerevoli SEO Zombi e SEO Scheletri che lo adorano come una divinità. Conosce a menadito il protocollo HTTP e sa a memoria il nome dei brevetti registrati da Google negli ultimi 12 mesi. Può essere sconfitto da un aggiornamento algoritmico (sì, i soliti che iniziano per P), ma grazie al suo filatterio è in grado di risorgere ogni volta, pronto a perpetrare nuovamente le sue arti malvagie.

Ecco, ora che vi ho messo in guardia, davanti al prossimo social-fuffaro che vi sciorina il vecchio adagio… anche voi sarete in grado di spiegare che si sbagliano: il SEO non è morto… è non-morto!

Le illustrazioni nell’articolo sono di Alessandro Torino, gentilmente fornite da Il 5°Clone

Commenti

  1. Mosna, ma #SEO (ottimizzazione) non è femminile? Oppure dalle tue parti si dice “il ottimizzazione” ? 😉 La mia povera zebra, shittata da un SEO maschilista.. *_*

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